DNSH

Che cos’è il DNSH?

DNSH – Do No Significant Harm, ovvero “non arrecare un danno significativo”, è un principio introdotto a livello europeo per garantire che le attività economiche e gli investimenti che contribuiscono agli obiettivi di sostenibilità non producano, al tempo stesso, danni significativi agli altri obiettivi ambientali.

Il principio è stato formalizzato nel Regolamento (UE) 2020/852 sulla Tassonomia europea, che stabilisce sei obiettivi ambientali. Un'attività economica può essere considerata sostenibile, sotto il profilo della Tassonomia, solo se contribuisce in modo sostanziale ad almeno uno degli obiettivi e non arreca un danno significativo agli altri.

Il principio DNSH è diventato particolarmente rilevante con il NextGenerationEU e il PNRR italiano, nei quali il rispetto del DNSH costituisce un requisito per gli interventi finanziati nell'ambito del Recovery and Resilience Facility.

Riferimenti normativi / Regulatory references

  1. Regolamento (UE) 2020/852 – EU Taxonomy Regulation, in particolare Art. 17 – Significant harm to environmental objectives.
  2. Regolamento (UE) 2021/241, che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) e introduce il principio DNSH nell'ambito del PNRR.
  3. Regolamenti delegati della Commissione Europea che definiscono i criteri tecnici per determinare quando un'attività economica contribuisce agli obiettivi ambientali senza arrecare danno significativo.
  4. Circolare MEF-RGS n. 32 del 30 dicembre 2021 – Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNSH), con riferimento agli interventi PNRR in Italia. RGS

Guida operativa DNSH – MEF/RGS

Circular Srl supporta imprese e pubbliche amministrazioni nella valutazione e verifica del principio Do No Significant Harm (DNSH), analizzando la compatibilità di progetti, attività e investimenti con i sei obiettivi ambientali dell’Unione Europea. Il servizio comprende l’individuazione dei requisiti applicabili, la verifica delle evidenze disponibili, l’identificazione di eventuali criticità e delle relative misure di miglioramento, nonché la predisposizione della documentazione necessaria per bandi di finanziamento, strumenti finanziari, investimenti e processi di rendicontazione. Ove opportuno, la valutazione viene supportata da strumenti quantitativi quali Life Cycle Assessment (LCA), Carbon Footprint e valutazioni di circolarità, che permettono di produrre dati ed evidenze misurabili a supporto della verifica dei requisiti ambientali e dei criteri previsti dalla Tassonomia UE.

Circular ha sviluppato e consolidato queste competenze anche attraverso la partecipazione al progetto europeo CONFESS – Certification of Clean Energy SMEs, di cui è stata partner insieme a RWTH Aachen University, Climate & Company, Czech Technical University in Prague (CVUT) e International Sustainable Finance Centre (ISFC). Nell’ambito del progetto è stato sviluppato CleanLeap, uno strumento di supporto pensato per aiutare le PMI a valutare in maniera strutturata il proprio allineamento alla Tassonomia UE e a verificare sistematicamente la disponibilità e l’adeguatezza delle evidenze necessarie a dimostrare il rispetto dei criteri di sostenibilità.